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Blog


    4/30/2007

    "E il naufragar m'è dolce in questo mare"

    Un aggiornamento è, se non necessario, quantomeno dovuto; la mia sete di passato necessita di precisione.
    Sebbene questo blog sia on-line solo da un anno e poco più, posso garantirvi che, con una certa approssimazione, in esso si esaurisce gran parte del mio modus vivendi: ho scritto di attimi felici e di preoccupazione, di banalità e di pensieri astratti, di eventi normali ed eventi eccezionali; questa è stata la mia vita, eccezion fatta per le necessarie variazioni di tempo, spazio e nomi, anche per i sei anni precedenti (prima di sei anni fa, io non esistevo).
    Ora le cose sono cambiate, stanno cambiando. E, per la prima volta, non fa male.
    Ho avuto la buona idea di cadere io stesso nella rete di quel sentimento, chiamato amore, che ho insultato con la frustrazione dello schiavo impotente per anni, e alla ricerca del quale ho immolato gli anni in cui la mia età iniziava per uno.
    Ho avuto la buona idea di innamorarmi e di farlo, ancora una volta, disperatamente.
    Non ostante un oceano si frapponga tra i due amanti, mi piace confidare e rifugiarmi nell'ottimismo secondo cui c'è sempre una buona occasione, nella vita. Sicuramente richiederà tempo, forse abbastanza da far sbiadire la dedizione completa, ma la novità è che posso (e voglio) aspettare. Perchè ne vale la pena.

    Il cambiamento mio malgrado mi ha sempre ossessionato. Chi mi conosce o mi ha letto, lo sa. Beninteso: non che le cose siano diverse, ora, ma paradossalmente sono in una situazione in cui mi è facile lo sconforto, ma lo rifiuto. Per una buona volta, sto bene, non ostante tutto.
    "Il cambiamento è dolce", scrisse Aristotele alla fine del VII libro dell'etica Nicomachea, citando l'"Oreste" di Euripide. E, come sempre, aveva ragione.
    4/20/2007

    Countdown: the beginning

    In the end you're gone.
    My heart cries, everytime I think of you on the other side of the atlantic ocean. But love, this love, hasn't got reason, sense or laws: loving you with all of myself is the only thing that keeps me alive, so I'm not going to give up or shit. Just because I can't.
    I can't stop loving you in the same way i can't stop touching this ringer, thinking of your smile, dreaming of your kiss or breathe this air.

    "This perfection is scaring..."

    4/18/2007

    "Love me like there's no tomorrow..."

    And so this is our goodbye.
    Just the most perfect hour in my life, just the happiness of love, just you.
     
    "... Hold me in your arms and tell me you mean it..."
    4/16/2007

    Happiness

    It was my first Kiss.
    "You're so fuckin' perfect..."

    4/15/2007

    Crush

    [Only a few people could understand the reason why I'm writing this in english. To the other ones i must tell that I haven't become totally idiot, even if this is hard to believe.]

    Everything was perfect.
    Tonight I haven't slept at all, thinking of you; this morning you made me happy the way only you do. Following, I'm asking myself how to manage this never-felt-before joy.
    The only, autoreferential, answer I've found is "thinking of you again and more". You're giving sense to my days and I don't give a shit on what is gonna happen; on what will be already happened when you'll read this, indeed.

    This summer it will be great.
    4/11/2007

    Dialoghi di tarda sera #1

    L: Ma poi perché gli Wham devono fare tutti i video in bianco e nero?
    G: … si vede che all’epoca non c’erano i colori…
    D: No, è che se li erano presi tutti i Mötley Crüe.
    4/6/2007

    Sovrastrutture

    Manca poco.
    Sto per imbarcarmi, per la prima volta consciamente e volontariamente, in qualcosa su cui non ho alcun controllo. Qualcosa che, prestandosi molto bene ai miei deliri poetici, potrebbe rivelarsi atroce almeno quanto quello che un lettore attento conosce.
    Ci saranno solo due occasioni, una ora e una tra qualche mese, per essere felici. Dopodiché tutto dovrà essere impacchettato nei ricordi, le speranze soppresse, le lacrime represse, la nostalgia combattuta.
    Pensavo che facesse paura; ma, in fondo, parto avvantaggiato. Conosco già i limiti precisi di una felcità potenziale che ho scelto di provare, con tutte le conseguenze: forse (certamente) starò male, ma me ne frego. Per quanto alto possa essere il costo, sarà sempre e comunque giustificato, anche solo dalla scelta.
    Sono momenti che aspetto spasmodicamente da un mese, con l'incubo della simmetria; temere a priori di rimpiangerli per molto più tempo è deleterio e inutile. Ora voglio solo godermi un po' di felicità.