| Ian Aaron's profileLife Is A Lemon (And I W...PhotosBlogLists | Help |
|
11/28/2006 Back to the pastmartedi' ventotto novembre ore undici e ventuno lab sono passati due anni e io non me ne sono ricordato I giorni si susseguono senza posa, questo e' inevitabile. Le cose vanno bene, in fondo. La preoccupazione per gli esami incombenti si fonde all'aspettativa di un week-end che aspetto da sei mesi; combatto le piccole cose di ogni giorno, ecco. Mi ha lasciato di stucco rendermi conto, non piu' di un minuto fa, che ho dimenticato di soffrire una ricorrenza che suggella due anni terribili e morbosi. Ma non ho dubbi che ci sara' ancora un sacco di tempo per star male, per sperare, per vivere. Ho letto un libro cristallino, qualche pomeriggio fa, in cui dei ragazzi avevano le loro storie da ragazzi e vivevano come tali; ho letto frenticamente uno stereotipo americano, divorato dal rimpianto di aver perso anni nello sforzo, vano e innaturale, di non sforzarmi. Partecipo delle improbabili avventure di sedicenni varie e varie, struggendomi perche' io non sono mai stato cosi; e continuo a pensare che, per una volta, sarebbe bello se tutto fosse semplice, naturale, sedicenne e ingenuo. 11/24/2006 Freddie, ancora.Oggi sono passati quindici anni dalla morte di Freddie Mercury.
La tragedia che una simile ricorrenza porta con sè non ha bisogno di commento; se ne ha bisogno, non la percepite, e se non la percepite potete benissimo smettere di leggere e bruciare.
Io avevo cinque anni quando Freddie morì; mi fa stringere lo stomaco la consapevolezza che io c'ero, ma ignoravo. Vorrei tornare indietro e piangere, vorrei essere stato vivo dieci anni prima per gridare a Wembley, vorrei vivere negli anni ottanta, vorrei, vorrei, vorrei.
Non posso spiegare cosa significhi aver amato un uomo che è morto, non posso spiegare cosa trovo nella sua voce, nella sua arte, nella sua personalità di così meraviglioso. So solo che nessuno riesce a dispiegarmi così tante sensazioni.
Come ogni anno, come ogni volta che ci penso, sono qui con gli occhi umidi a pensare che tutto questo non è fottutamente giusto.
E che è per questo che si chiama vita.
"C'est la vie" 11/3/2006 A volte ne vale la penaImmaginali così, abbracciati su un letto stropicciato, la finestra un po' aperta, mozziconi spenti nel posacenere. E' notte. L'aria che entra è fredda, i pop-corn finiti, lo schermo della tv fisso sul blu.
Loro sono solo due vite disperse in mezzo a migliaia di altre, loro, ora, godono e vivono solo dell'amore che possono fare e dei baci che si possono dare.
E' solo una notte solo per loro due. Ci sono stati i momenti prima e ci saranno i momenti dopo; è stato bello accarezzarsi i capelli a vicenda come è stato bello crollarsi addosso felici. Ora dormono, abbracciati.
Loro non lo possono sapere, ma è tutto quello che conta. |
|
|